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2月27日 IBelieveICanFlyDirei proprio che ritrovare e rileggere quelle lettere scritte dalle sue cuggie J. e A. faccia a M. un brutto effetto: con sottofondo I believe I can fly, la loro team song, inizia a ridere e a piangere nello stesso istante.
Il tempo è passato così velocemente che sembrava solo ieri quando le jam hanno iniziato a fare comunella.
La prima vacanza insieme a Rimini con J. che saltava sul letto pr non far dormire A. e M. ela strategia per alzare la taparella perchè si muorivadi caldo in una stanza d'albergo senza aria condizionata. Iniziò forse tutto da lì..o meglio da quell'estate.
Quelle lettere ritrovate l'hanno riportata indietro, le hanno fatto ricordare quanto stassero bene insieme e quante cose ne avessero passate, di belle e di brutte, che ora ci ridono sopra.
Le riunioni di famiglia che tempo fa destevano parteciparvi sembrano spesso ora così necessari, dopotutto trovavano sempre un modo divertente per passarle...del tipo fare i video con J. che fa la scema remixando le canzoni di avril con quelle di elisa o ballando hot, o M. che imita paris hilton in stars are blind usando il ventilatore come palma mentre di A. che filma si sente solo la voce..che canta i'm slave for you.
Le confessioni sulla 92 o in Brenta, le partite al campetto o li scherzi da belle stronzette per A. [del tipo dirle di andare al cinema er una bella commedia e comprare invece biglietti per un horror]
J. con le sue lettere di scuse per tutti i tipi con cui stava e le "urla" contro M, perchè in una partita di basket in Brenta mentre stava per cadere per terra è stata presa quasi in braccio da quel figone contro cui stavano giocando; A. con i suoi doppi sensi e battutine che ti fanno morire o con quella lettere lunga un intero foglio protocollo da leggere in caso di sola emergenza [naturalmente J.eM. l'hanno letta subito] in quella vacanza senza di lei.
Dovrebbero fare un libro per tutte le minchiate e momenti indimenticabili che hanno fatto, detto e passato, perchè queste appena menzionate in modo molto sintetico non sono neanche la metà: dalle 3 B[Basket,Bacardi,Boys] o significati di NBA [com'erano? national brenta association o naturali bellezze asiatiche haha]ai cellulari sequestrati o direttamente spaccati,dalle canzoncine [Tintarella di basket] ai guai per coprire J. con i tipi, ai video durante le riunioni di famiglia fino alle novità recenti.
M. ricorda quei momenti e dopo aver richiuso quelle lettere, sorride.
I believe I can fly.
Jam4e
1月17日 A Part Of Her LifeStava ascoltando per l'ennesima volta i suoi che raccontavano agli ospiti di quando lei era piccola, ma quella volta era una delle poche in cui ha cercato di immaginarsi il passato.
Aveva la voglia di raccontare una parte di lei nel blog riservato a meno di dieci persone.
Lei era nata nel suo paese ma non era cresciuta con i suoi genitori.
Infatti vienne "lasciata" a 4 mesi dalla madre che parte per l'Italia per cercare lavoro, e da suo padre poco dopo che compie un anno.
Lei viene cresciuta da una zia e vive con la sua famiglia e anche con l'aiuto di tutti i parenti si cerca di non farle mancare nulla.
Ma nonostante tutto le hanno sempre fatto conoscere con foto e attraverso altri modi chi fossero i suoi veri genitori.
Per questo quando i genitori avevano la possibilità di ritornare per trovarla durante le vacanze lei non li considerava degli estranei: appena visti correva da loro per abbracciarli e baciarli.
Ma poi ripartivano di nuovo.
Arriva la possibilità di poterla prendere e finalmente tenerla con loro.
Prima di compiere sei anni parte con la mamma per l'Italia e la famiglia è finalmente tutta unita.
Certo raccontata così suoi genitori sembrano stati tutt'altro che presenti o qualcosa del genere.
Molte volte le è capitato meditare sulla sua infanzia e in passato, molto spesso le cresceva una specie di rabbia da sentire il bisogno in qualche modo, anche in modo indiretto,di far sentire in colpa i propri genitori per essere stata mollata a pochi mesi, per non aver avuto la possibilità di crescere con loro e sentiva più del solito il desiderio e il bisogno di ritornare da coloro che le stettero accanto.
Ma era ancora piuttosto immatura per capire quella situazione e certo, anche crudele.
Ha capito che non è stata una cattiveria, ma un sacrificio necessario.
Ha realizzato che non aveva nessun motivo per provare rancore.
Nonostante fossero lontani in ogni modo hanno cercato di farle arrivare tutto ciò che le serviva.
Ogni compleanno era ben festeggiato, ogni ricordo materiale viene conservato.
Loro non sono mai stati assenti e lei può solo immaginare quanto sia stato quei anni diffcili per loro.
Viene viziata da quella famiglia che in Italia ogni giorno vorrebbe averla vicina.
La presenza fisica di genitori non è mancata poichè la zia e lo zio, ormai per lei mama e papa,la consideravano la figlia più piccola e dalla cugine, la sorellina a cui fare da modello e da accudire.
Ancora adesso è considerata quella bimba a cui stare vicino: ogni telefonata con "mama" o ogni email dalle sorelle, specialmente durante il suo periodo di grande crisi depressiva durante l'anno precedente, la facevano piangere e provare un desiderio immenso di ritornare da loro, ma allo stesso tempo la facevano sentire meglio e le davano la forza di riprendersi. Quanto lei sia riconoscente a loro, ma non solamente a loro, solo Dio porebbe immaginarselo.
Certo lei fa cagate infinite da far incazzare i genitori naturali o non si fa sentire con telefonate ai genitori "adottivi" e alle sorelle, ma ciò che prova per loro non si può neanche descrivere.
Le parole non sono abbastanza perchè bisogna sentirlo dentro, come quando si è follemente innamorati o si è indescrivibilmente felici per qualcosa.
11月30日 ?Cerca in ogni modo di non mostrare e di ignorare la vera negatività di una persona.
Trova ogni motivo per giustificarla, per difenderla, per volerle bene.
Ma cosa dovrebbe fare se avesse tutti gli elementi per considerarlo una brutta persona e, dopotutto, cerca e continua ad ignorare ciò che è veramente? 10月26日 "E Se Quella Sera..."" ... Quel "e se ..." ricomincia a rimbombare nella testa ma senza più provocare un senso di vuoto come in precendenza. Si sente qualcosa, l'ansia, la paura, la vicinanza a quel momento che avrebbe potuto portare via dal mondo reale e terreno. Si sente qualcosa e mille pensieri ritornano nella mente. Gli ultimi ricordi e i racconti aiutano a ricostruire quella sera, quella notte che sembra essere durata un'eternità. Uno, due, tre... quante erano o cosa o quanta c'era dentro non si è mai ricordato o saputo. Un bagno,la vista della migliore amica e di un'altra persona e poi il buio. Il corpo respira ma non reagisce a schiaffi, all'acqua, alla caduta accidentale verso un mobile. Sta lì come un peso morto.Le mani sono fredde. Le sirene incominciano ad avvicinarsi sempre di più. Soccorritori ricevono informazioni in parte vere in parte false. Un padre preoccupato a quella vista, le migliori amiche piangono. Una dormita all'ospedale si credeva che fosse stato sufficiente. No. La situazione si complica. Vomita, vomita sangue. Una chiamata "Ha avuto un trauma?" Coma. Le vene non si trovano per gli esami da prendere, il sangue circola a stenti. Un passo. Ma un passo che ritorna indietro. Non era il momento. Una strana sensazione. Il corpo che si risveglia debole, gli occhi si riaprono ma vorrebbero richiudersi alla vista di una stanza che si muove. La sensazione di non reggersi in piedi e cercare dove appoggiarsi perchè il sostegno di una madre non basta. Lo stato di confusione nella mente e nel cuore, sensi di colpa per aver rovinato , in parte, una serata o per aver causato problemi a cui provvedere di risolvere. La conferma delle vere amicizie che in una sola mano si possono contare[come molte persone fanno notare 'le vere amicizie si riconoscono nel momento del bisogno', vere amicizie confermate ormai, già da tempo]. Parenti preoccupati. La notizia arriva anche dall'altra parte del mondo. Chiamate. Prima un senso di vuoto, incapace di come reagire. Ora un senso di confusione e curiosità, di ansia e colpa. A quel "e se ..." chi o cosa si potrebbe rispondere?... "
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